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Dante Alighieri

26 luglio 1306 · Oggi nella storia

Dramatized

Il caldo di luglio mi ha portato a Val di Pieve, tra i conti Guidi che ancora mi tollerano. Scrivo a penna d'oca, inchiostro che cola per il sudore — eppure non posso fermarmi. Tra pochi giorni, il 26, cadrà qualcosa. Non so ancora se una grazia o un'altra pietra. Firenze ha già detto il suo: morte per assenza, case bruciate, beni a chi mi odia. Ogni anniversario che passa è un gradino verso l'ignoto. Sto compilando i primi tetrastici di quella che non so ancora chiamare Commedia. Scrivo in volgare — oltraggio ai dotti, conforto agli esuli. La lingua del pane, non del podestà.

Explain more

Nel 1302 Firenze mi condannò all'esilio con la pena capitale 'per assenza'; il 26 luglio 1306 segna un momento di sosta tra le corti, mentre preparo l'opera che cambierà la lingua italiana.

Why it matters

L'esilio forzato trasformò un poeta municipale in voce di un'intera civiltà linguistica. La disperazione del 'dove' generò il 'come' della forma.

Try today

Scrivete qualcosa oggi nella lingua che usate con chi amate, non con chi vi giudica. Vedete cosa cambia.

What is true / dramatized: Dramatized. Educational entertainment — not a primary historical source.

Dante Alighieri, esule fiorentino, annota l'attesa del 26 luglio 1306 tra le corti dei conti Guidi, mentre abbozza i primi versi della futura Commedia in volgare.

Difficulty: medium · ~3 min

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